
Alghero: dove il Mediterraneo parla catalano
Alghero è una stranezza felice del Mediterraneo: è una città sarda, ma ha mura aragonesi, parla una variante di catalano, pesca corallo, guarda verso la Catalogna e al tempo stesso è una delle mete balneari più amate della Sardegna. Questa identità “mista” non è una trovata turistica recente: nasce da un fatto storico preciso – la conquista aragonese del Trecento – che ha cambiato per secoli la lingua e la popolazione della città.
Oggi passeggiare per Alghero significa vedere Sardegna e Catalogna nello stesso posto: nelle insegne bilingui, nei piatti, nelle feste e nei toponimi (via Carlo Alberto / Carrer de Sant Francesc, ecc.).
Se vuoi visitare la parte nord-occidentale dell’isola – Alghero, Capo Caccia, Sassari, Stintino – una base in camping o villaggio Faita Sardegna in provincia di Sassari ti permette di muoverti in tutte le direzioni.
Un po’ di storia (quella vera, non da cartolina)
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Prima del 1354 Alghero è una città a maggioranza sarda e genovese (famiglia Doria).
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1354: Pietro IV d’Aragona conquista la città. La popolazione che si ribella viene in gran parte allontanata e la città viene ripopolata con coloni catalani e aragonesi.
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Da qui nasce l’alguerés, cioè il catalano di Alghero, che resta lingua di famiglia e di comunità per secoli, persino sotto i Savoia.
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Nei secoli successivi Alghero resta “più spagnola” di altre città sarde: nelle architetture, nelle chiese, perfino in certe devozioni.
Questa è la radice della sua diversità: non è folklore ricostruito, è stratificazione storica.
Il centro storico: città fortificata sul mare
Il centro storico di Alghero è ancora leggibile come città murata mediterranea.
Cosa vedere:
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Bastioni e lungomare: sono il biglietto da visita. Passeggiando lungo i bastioni Marco Polo, Magellano e Cristoforo Colombo hai il mare a un lato e il centro storico all’altro. Al tramonto è uno dei punti più belli della Sardegna.
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Torre di Porta Terra e le altre torri aragonesi: testimoniano il passato difensivo.
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Chiesa di San Francesco (gotico-catalana) con chiostro annesso.
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Cattedrale di Santa Maria con le sue aggiunte barocche.
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Palazzi nobiliari in pietra gialla, con balconate e stemmi.
È un centro storico piccolo ma densissimo, fatto per essere camminato lentamente, con soste gelato–foto–bastioni.
L’eredità linguistica: il catalano algherese
Come nasce
Come dicevamo, il catalano algherese nasce dal ripopolamento del XIV secolo. Da allora si è trasmesso per via orale all’interno delle famiglie, delle confraternite e delle attività marinare.
Caratteristiche
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è conservativo: mantiene tratti del catalano medievale;
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ha prestiti dal sardo e dall’italiano;
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ha una pronuncia riconoscibile, più “dolce” e spesso con vocali più aperte.
È una lingua minoritaria, ma ancora visibile:
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nei cartelli stradali,
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nelle comunicazioni del comune,
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in alcune celebrazioni religiose,
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in eventi culturali con ospiti catalani e balearici.
Tutela
Negli ultimi decenni ci sono stati:
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accordi con la Generalitat de Catalunya,
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progetti scolastici,
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pubblicazioni bilingui,
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festival che coinvolgono il mondo catalanofono.
Insomma: non è solo “un dialetto di nonna”, è un pezzo identitario che la città prova a mantenere vivo.
Il corallo e la Riviera del Corallo
Alghero è capitale del corallo rosso sardo: lo dicono le botteghe, i gioielli, il museo e persino il nome del tratto di costa.
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Il corallo rosso (Corallium rubrum) qui era abbondante e di qualità.
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La pesca oggi è rigidamente regolamentata: non è più il Far West di una volta.
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La lavorazione è diventata artigianato di pregio: gioielli, rosari, statuette, inserti con oro.
Museo del Corallo
Da visitare perché:
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racconta la storia della raccolta,
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spiega perché oggi bisogna proteggere la risorsa,
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fa vedere pezzi di altissimo livello.
Se vuoi comprare corallo ad Alghero ha senso farlo in botteghe che dichiarano la provenienza e rispettano le norme.
Mare e natura: cosa c’è davvero “dintorno” ad Alghero
Qui devo correggere la versione che avevi: Alghero non è sul golfo dell’Asinara. Quello è più a nord. Alghero è sul suo golfo e la sua “coppia naturale” è Capo Caccia – Porto Conte.
Capo Caccia e Porto Conte
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falesie bianche a picco sul mare;
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la celebre Grotta di Nettuno (raggiungibile in barca o con la Scala del Cabirol);
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sentieri e belvedere con vista pazzesca.
È la gita in assoluto più fatta da Alghero.
Spiagge vicine
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Maria Pia (sabbia e pini, subito a nord della città);
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Le Bombarde (molto amata in estate);
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Lazzaretto con calette e torrette;
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più a nord, verso Porto Ferro (più selvaggia).
Se invece vuoi davvero fare Asinara o Stintino → ti sposti più su, verso Porto Torres/Stintino; non è “dietro l’angolo” da Alghero, ma nello stesso quadrante nord-ovest.
Alghero da mangiare: la cucina di frontiera
Alghero ha una cucina che sembra dire: “sono sarda, ma sono stata a lungo spagnola”.
Piatti simbolo:
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Aragosta/astice alla catalana (piatto di punta, costa, ma è buonissimo);
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Copatza / cassola de peix: zuppa di pesce ricca;
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Paella algherese: versione locale della paella, spesso con fregola e bottarga;
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Spaghetti ai ricci (bogamarì) – solo in stagione;
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e naturalmente i dolci sardi classici.
Molti ristoranti giocano proprio sulla doppia anima sardo-catalana.
Eventi e tradizioni
Alghero non è solo estiva: ha una buona stagione anche fuori luglio-agosto.
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Cap d’Any a l’Alguer (Capodanno): eventi, concerti, spesso con ospiti catalani.
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Settimana Santa: molto sentita, con confraternite e riti di evidente tradizione iberica.
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Rassegne sul corallo e sull’artigianato.
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Partecipazione alla rete delle città di cultura catalana.
Sono tutte occasioni in cui è più facile sentire l’alguerés in modo spontaneo.
Perché Alghero è diversa dal resto della Sardegna
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È una città di mare fortificata (non tutte lo sono).
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Ha una lingua “altra” rispetto a sardo e italiano.
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Ha una tradizione artigiana specifica (corallo).
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Ha attorno un’area naturalistica importantissima (Porto Conte – Capo Caccia).
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È una base ideale per esplorare il nord-ovest (Sassari, Nuraghe Palmavera, necropoli di Anghelu Ruju, poi su verso Stintino).
Quindi è una meta perfetta se vuoi fare una vacanza “non solo mare”.
Se vuoi scoprire Alghero, i suoi bastioni, il catalano algherese, le spiagge e i parchi del nord-ovest, prenota ora con Faita Sardegna in una delle strutture della provincia di Sassari: sei vicino alla città, alle spiagge e alle escursioni verso Capo Caccia e tutta la Riviera del Corallo. Poi puoi decidere ogni giorno se fare storia, mare o gastronomia.

